Passatoie per la cucina

C’è chi non può farne a meno e chi lo detesta: il tappeto in cucina è quasi un tabù, si accetta ma non si ama e non sempre si è capaci di gestirlo. E come tutte le questioni scottanti va affrontato con disciplina: se proprio non possiamo farne a meno, cerchiamo di seguire queste sei semplici regole, per trasformare l’imbarazzo in orgoglio e fare del tappeto (o tappetino) un pretesto décor.

Scegliere il materiale più adatto


Si fa presto a dire tappeto: in cucina più che nel resto della casa, la scelta del materiale può fare la differenza. Sul mercato se ne trovano di antiscivolo, antimacchia e persino antifatica, in memory foam – valido se trascorriamo davvero tanto tempo in piedi ai fornelli.

Passatoie cucina

I materiali più versatili e maneggevoli, e quindi più adatti alle dinamiche della cucina, sono le fibre sintetiche (per la resistenza) create apposta per questo tipo di accessorio.

La pulizia è fondamentale


Ciò che rende più complicata la gestione del tappeto è la pulizia. Oltre ai materiali antimacchia, una soluzione è optare per tappeti leggeri e di dimensioni piccole da mettere spesso in lavatrice. Se non vogliamo rinunciare alle dimensioni, mettiamo in conto la necessità di passare l’aspirapolvere tutti i giorni e di avere a portata di mano un detergente specifico per intervenire tempestivamente in caso di macchie.

L’alternativa ecologica?


Per non abusare di detersivi chimici, un’alternativa è igienizzare con il vapore. Da alternare all’applicazione del classico bicarbonato, che elimina anche eventuali cattivi odori. Quale che sia la modalità di pulizia scelta, è sempre opportuno testarla su una piccola area per accertarsi che non rovini i colori.